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Alla scoperta dei vitigni autoctoni: il Trebbiano Spoletino

Dopo il Groppello Gentile, la nostra nuova rubrica mensile dedicata ai vitigni autoctoni ci porta alle radici di un’uva tipica del territorio umbro: il Trebbiano Spoletino

Origini e evoluzioni del Trebbiano Spoletino

Il Trebbiano Spoletino è un vitigno autoctono umbro, storicamente presente nell’area di Spoleto e Montefalco. Nonostante sia un vitigno antico, la sua riscoperta ha origine recente: l’interesse per le uve autoctone e per la valorizzazione del territorio ha riportato in auge, negli ultimi tempi, il vitigno andato dimenticato nel corso degli anni.   

Il suffisso trebbiano è lo stesso delle varietà tipiche del territorio toscano/veneto-lombardo/abruzzese, in realtà il Trebbiano Spoletino vitigno è ben diverso dagli uvaggi elencati precedentemente e probabilmente non risale neppure dalla stessa origine. Il nome dovrebbe derivare dalla città di Trevi, situata nei paraggi di Spoleto, in provincia di Perugia.

La sua iniziale scomparsa coincise con l’abbandono della viticoltura ad alberata, un antico metodo di coltivazione, che utilizzava le piante come tutori, lasciando alla vite la possibilità d’esprimere la sua natura di liana rampicante con lunghi tralci carichi di grappoli.

Le coltivazioni estensive e la relativa meccanizzazione hanno fatto sì che questo metodo, molto diffuso nella zona della piana di Trevi perché volto a sfruttare anche il terreno sottostante alla vite, venisse messo da parte e con esso anche i vitigni che maggiormente si prestavano a questa tipologia di coltivazione. Il Trebbiano Spoletino fu uno di questi. 

Fino a una decina d’anni fa, quando la rivalorizzazione in tutta Italia dei vitigni autoctoni ha fatto ricoprire vitigni scomparsi nel corso degli anni. Ben presto in tutto il territorio umbro il Trebbiano Spoletino è stato riportato alla ribalta e oggi, con l’avvento della DOC Spoleto, è difficile trovare cantine della zona che non ne producano almeno un’etichetta.   

Caratteristiche fisiche e tipologie di vinificazione

Il Trebbiano Spoletino è un vitigno a maturazione tardiva questo gli consente di mantenere sempre un’acidità piuttosto elevata il che lo rende molto duttile. Il Trebbiano, infatti, lo troviamo utilizzato sia nella produzione di vini fermi che di spumanti e passiti.

Non solo si presta a tipologie di vino differenti, ma anche a vinificazioni diverse e a volte molto coraggiose, come ad esempio la macerazione sulle bucce della quale è soggetto anche lo Spoleto DOC, dell’azienda Antonelli, che è presente nel nostro e-shop (leggi la ​scheda tecnica trebbiano spoletino).  

Il trebbiano spoletino è un’uva dalla foglia media, dal grappolo medio e compatto e con acini a buccia maculata di color giallo-verde. Questa tipologia d’uva, produce vini freschi ed eleganti, ma allo stesso tempo complessi e verticali. 

Si tratta di uno dei vitigni autoctoni a bacca bianca più complessi e armonici presenti nel mondo enologico. L’ottima capacità d’invecchiamento fa sì che alle più classiche note di fiori e frutti bianchi, si leghino interessanti evoluzioni verso note di scorza d’agrumi, frutta tropicale e idrocarburo. 

La sua natura mutevole e altamente diversificata a seconda delle scelte di vinificazioni delle varie cantine lo rendono uno dei vitigni più interessanti da scoprire e provare in tutte le sue sfumature di vini Doc e Docg prodotti con uva Trebbiano Spoletino.

Da dove partire? Certamente dall’Anteprima Tonda, il Trebbiano Spoletino Antonelli. 

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