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Montefalco, la terra del Sagrantino e non solo…

La “Ringhiera dell’Umbria”, così è soprannominata Montefalco, incantevole cittadina dell’Umbria. Questo appellativo è dovuto alla posizione geografica del borgo; dai suoi terrazzamenti, infatti, si possono ammirare tutti i centri cittadini limitrofi: da Perugia ad Assisi, da Spello a Foligno fino passando per Trevi e Foligno. Insomma, una panoramica mozzafiato resa ancora più eccezionale dalle colline ricoperte di oliveti e vigneti. E già, i vigneti. Sono proprio loro il cuore pulsante della cittadina, uno su tutti: il Sagrantino di Montefalco

Il Sagrantino, storia e caratteristiche di un vitigno “francescano”

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Il vitigno Sagrantino è una varietà autoctona della zona. La sua origine si fa risalire ai primi frati francescani che lo utilizzavano, come si evince dal nome, per i “sacramenti”.  La viticoltura e la produzione di vino hanno radici antichissime: una delle date più importanti è il 1549, anno a cui risale il primo documento ritrovato che parla espressamente di Sagrantino. Un altro anno da ricordare è il 1899 quando, durante l’Esposizione Umbra, il Sagrantino ottenne un riconoscimento ufficiale, come vino “da dessert o da pasto superiore”. Come per molte altri grandi perle dell’enologia internazionale, infatti, anche la storia più remota del Sagrantino è legata alla produzione di vini dolci, tuttavia, è la versione “secca”, più recente, ad aver consacrato questo vino sulla scena dei grandi rossi. Grazie a questo nuovo corso che il Sagrantino ha avviato la sua storia contemporanea, ottenendo il riconoscimento della DOC nel 1979 e della DOCG nel 1992. Oggi il Sagrantino è una delle chicche dell’enologia italiana: noi lo abbiamo degustato in una fantastica visita in un’antica cantina di Montefalco.

Fondamentali, come per tutti i grandi vini, sono le caratteristiche pedoclimatiche che ne caratterizzano la produzione. Non fa eccezione la zona di Montefalco: l’area produttiva è compresa in una fascia altitudinale tra i 220 m e 470 m di quota e mostra caratteri sostanzialmente mediterranei, con estati calde ma non afose ed inverni abbastanza freddi e discretamente piovosi. Le temperature medie estive sono di 18-23°C mentre quelle invernali di 4-6°C. La piovosità annuale è di 804 mm, in un totale di 89 giorni piovosi, mentre nel periodo vegetativo di sviluppo della vite (indicativamente da aprile ad ottobre) risulta mediamente di 478 mm, in 43 giorni. Tutti questi elementi fanno si che la zona presenti un clima di tipo temperato subcontinentale.

Per quanto riguarda il terreno della DOCG Montefalco Sagrantino Si tratta di una zona produttiva molto piccola con terreni che digradano dolcemente lungo i profili collinari. La pendenza degli appezzamenti vitati e l’esposizione generale è variabile, tanto da creare un ampio ventaglio di microclimi e condizioni di coltivazione. I terreni sono di chiara matrice argilloso – calcarea, a volte più profondi e a volte più leggeri.

Il Sagrantino e i suoi fratelli

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Il disciplinare di produzione prevede due tipologie di Sagrantino DOCG (entrambi 100% Sagrantino):

  1. Il Montefalco Sagrantino DOCG: Il primo è un vino di grande struttura ed estrema longevità dovuta alla ricchissima presenza di polifenoli e di tannini.
  2. il Montefalco Sagrantino Passito DOCG.  Il secondo, invece, ripercorre le origini antiche del Sagrantino: un vino dolce, ma molto particolare perchè dopo l’appassimento delle uve per due mesi, avviene una vinificazione del mosto a contatto con le bucce. Ciò consente al vino di rimane asciutto grazie al suo patrimonio tannico.

 Oltre Al Sagrantino il territorio del Montefalco produce anche altre tre importanti DOC: 

  1. Montefalco DOC Bianco: Vino bianco a base di Trebbiano Spoletino, vitigno autoctono dell’Umbria.
  2. Montefalco Greghetto DOC:  Vino bianco a base di Grechetto, anch’esso vitigno autoctono dell’Umbria che dona al vino aromi fruttati e sapori caratteristici.
  3. Montefalco Rosso DOC: ottenuto dal connubio tra uve Sagrantino e uve   Sangiovese.

Cosa visitare sulla Strada del Sagrantino?

Oltre ad un immenso patrimonio vitivinicolo, Montefalco mette a disposizione di tutti i turisti anche notevoli ricchezze storico, culturali e artistiche.

A partire dalle sue splendide mura medievali, intramezzate dalle porte di Federico II, di Sant’Agostino, di Camiano, della Rocca e di San Leonardo. All’interno della prima cinta di mura sono presenti molte chiese, tra cui quella di Sant’Agostino, costruita  nella seconda metà del Duecento. All’interno della città si erge la chiesa-museo di San Francesco. Fu costruita tra il 1335 e il 1338 dai frati minori. Nel 1863 passò in proprietà al Comune che, dal 1895 la rese la sede del Museo Civico. All’interno sono presenti gli affreschi di Benozzo Gozzoli denominati “Storie della vita di San Francesco”, dove si conserva una Natività del Perugino.

Percorsa la via del museo si apre la piazza circolare dove si trovano il Palazzo del Comune, la ex chiesa di San Filippo Neri oggi teatro, l’oratorio di Santa Maria e significativi esempi di residenze signorili del XVI secolo.

Infine, è possibile visitare la chiesa di Santa Chiara della Croce, eretta per volere della stessa Santa che fu sepolta all’interno nel 1308. Ricostruita nel 1430 e nel 1615,  la chiesa ha una severa e classica eleganza con un interno solenne a tre navate e un’urna d’argento dove riposa il corpo della Santa. 

Tra una visita e l’altra, immancabili sono le tappe culinarie dove i primi e i secondi piatti la fanno da padrone. Dagli strangozzi alla polenta dei nonni, da la coratella d’Agnello al Panzanella, il tutto rigorosamente servito con del buon Montefalco. E per chi ama i dolci da provare i martinozzi al mosto o la ‘ntorta. 

Informazioni utili 

  • Luogo: Montefalco (Pg) – Umbria
  • Tipologia vini: Sagrantino, Montefalco
  • Luoghi da visitare: mura medievali, Chiesa di Sant’Agostino, Piazza comunale, Santa Chiara della croce 
  • Piatti tipici: Strangozzi al tartufo, Panzanella, tozzetti alle mandorle. 

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